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PER OTTENERE IL CERTIFICATO GENERALE DEL CASELLARIO GIUDIZIALE E DEI CARICHI PENDENTI
 
Per il rilascio del certificato dei carichi pendenti occorre rivolgersi alla competente Procura della Repubblica dove si è risieduto.
Cercare sul seguente sito:
http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_4.wp?facetNode_1=2_6&selectedNode=3_2_13&facetNode_2=3_2

Contattare la Procura dove si richiede il documento per chiedere il costo e la modalità di pagamento.




RICHIESTA DI RIMBORSO DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI E LIBRETTI DI RISPARMIO

L'Ente Poste Italiane S.p.A. esegue rimborsi dei titoli di risparmio postale, di libretti di risparmio e buoni fruttiferi detenuti in Italia da cittadini italiani e stranieri residenti all’estero.

Quando i buoni postali fruttiferi sono cointestati a più persone, il rimborso, a meno questa facoltà non sia stata esclusa al momento della sottoscrizione, è disgiunta per ciascun intestatario. Nel caso in cui uno dei due cointestatari sia deceduto si applica una diversa procedura.

L'intestatario del titolo di risparmio che ne chiede il rimborso deve compilare:

- il modello W14 delle Poste Italiane S.p.A.;
- presentare il passaporto in corso di validità più una fotocopia e la patente;
- il codice fiscale (se non in possesso si può richiedere in Ambasciata);
- i Buoni Fruttiferi Postali e/o i Libretti di Risparmio Postale originale (si consiglia di fare inoltre una fotocopia fronte retro per i BPF e fotocopia della prima pagina di intestazione del libretto e di quella contenente il saldo);
- certificato di morte rilasciato dal comune italiano, se già trascritto in Italia, o certificato di morte canadese tradotto in italiano e legalizzato dall’Ambasciata;
- copia del passaporto italiano e/o canadese della persona defunta;
- eventuale testamento legalizzato e tradotto in italiano;
- dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi del D.P.R. 445 del 28/12/2000 - resa da un erede di cittadinanza italiana - riflettente lo stato della successione (presso l’Ambasciata);
- atto notorio in lingua italiana (affidavit) rilasciato da un avvocato o notary public (vedi lista) e legalizzato se tutti gli eredi sono di cittadinanza canadese;

La firma del richiedente o dei richiedenti (tutti gli eredi oppure da un solo erede, ma in possesso della procura rilasciata dagli altri coeredi) deve essere apposta in presenza di un funzionario dell’Ambasciata e da quest'ultimo autenticata su entrambi i relativi modelli a presentazione completa della domanda.

Si precisa che eventuali spese o commissioni richieste dalla Banca estera, dovranno intendersi a carico del beneficiario.

In alternativa, per il rimborso dei titoli, l'interessato può procedere con mandato ad un procuratore in Italia attraverso un atto di procura speciale dove dovranno comparire elencati, nell'ordine di emissione, i relativi buoni e/o libretti postali e il loro ammontare. Tale procura deve essere redatta da questa Ambasciata (se l’interessato o gli interessati sono italiani) ovvero da un avvocato (vedi lista) la cui firma sia depositata presso questa Ambasciata ai fini della legalizzazione.




INTRODUZIONE IN ITALIA DI ANIMALI DOMESTICI

Dal 2 ottobre 2004 è in vigore il Regolamento 998/2003/CE relativo ai requisiti veterinari applicabili all'introduzione ed ai trasferimenti nel territorio dell'Unione Europea di animali domestici (cani, gatti e furetti) al seguito dei viaggiatori e senza fini commerciali. Secondo le disposizioni in vigore, per le introduzioni in provenienza da Paesi terzi, tra i quali il Canada, è necessario che ciascun animale domestico sia munito di certificato veterinario europeo il cui modello è stato approvato con Decisione della Commissione 2004/203/CE del 18 febbraio 2004 e successive modifiche.
Come prevede il documento, gli animali domestici dovranno essere identificabili tramite tatuaggio leggibile oppure microchip ed essere vaccinati nei confronti della rabbia con vaccinazioni in corso di validità. Per l'introduzione in Italia dal Canada degli animali da compagnia (o domestici) non è necessaria l’esecuzione dei trattamenti preventivi nei confronti delle zecche e dell'echinococco. Per gli animali domestici in provenienza dal Canada, l'Allegato II, parte C del Regolamento 998/2003/CE prevede inoltre che la vaccinazione non debba essere accompagnata dall'analisi del sangue per la titolazione degli anticorpi nei confronti della rabbia. Nella fase iniziale di applicazione della nuova normativa, in deroga a quanto precede è stata prevista (Decisione della Commissione 2004/301/CE del 30 marzo 2004) la possibilità dell'introduzione di animali muniti di certificato veterinario di formato diverso da quello in vigore, a condizione che il certificato veterinario attesti la sussistenza dei medesimi requisiti veterinari previsti dal Regolamento 998/2003/CE, sia stato rilasciato prima del 1 ottobre 2004 e sia tuttora in corso di validità.
Ulteriori informazioni sono reperibili al sito del Ministero della Salute italiano.
È possibile portare al proprio seguito, in Italia, un massimo di 5 animali domestici, inclusi nel seguente elenco: Uccelli (di piccola taglia, ad eccezione dei pappagalli), cani, gatti, pesci (di piccola dimensione), ranidi (rane comuni), rettili comuni, roditori (esclusi conigli e lepri), lacertidi (lucertole e ramarri) e testutinidi (tartarughe terrestri). Gli animali al seguito potranno essere introdotti in Italia esclusivamente insieme al proprietario e solo se muniti del certificato attestante la buona salute dell'animale.
Il certificato NON deve essere legalizzato da questa Ambasciata, è sufficiente la firma del veterinario della Provincia di residenza.
A tal fine ci si deve recare presso il Ministry of Agriculture & Food, Office of the Veterinary Inspector General (Canadian Food Inspection Agency), Animal Health Directorate 59 Camelot Drive Ottawa, Ontario K1A 0Y9 Telephone: 1-800-442-2342 / 1-613-225-2342/ TTY 1-800-465-7735 Facsimile: 613-773-7569.
A seguito del viaggiatore è ammessa l'introduzione in Italia di n. 2 pappagalli delle specie più grandi e n. 4 soggetti per le specie più piccole purché gli animali siano scortati da un certificate sanitario, rilasciato dal Servizio Veterinario Ufficiale del Paese di origine, attestante che gli animali provengono da una località nella quale, per un raggio di Km. 20, non si sono verificati casi di psittacosi negli ultimi 12 mesi. Va ricordato che in Italia è obbligatorio utilizzare una museruola idonea, per i cani che passeggiano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico senza il guinzaglio, e la museruola ed il guinzaglio, per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto (articolo 83 del D.P.R. 320/54 Regolamento di Polizia Veterinaria).




ISTRUZIONI IMPORTAZIONE TEMPORANEA O DEFINITIVA ARMI DA FUOCO IN ITALIA
(PER CACCIA O SPORT
)


Importazione temporanea:

1. Passaporto valido, (qualsiasi nazionalità)

2. Porto d’armi valido, (Firearms Licence)

3. Licenza di caccia valida, (Hunting Licence)

4. Coordinate relative all’arma, generalmente specificate nel Registration Certificate of the Firearm (specificare il numero) ove sono indicate le caratteristiche dell’arma: Marca, Modello, Matricola, Calibro, Lunghezza, Numero di serie, data di acquisto; oppure la fattura di acquisto dell’arma da fuoco.

5. Certificato penale della Polizia canadese.

Non si presentano richieste per più di due armi alla volta.

P.S. Il “Registration Certificate” non è obbligatorio in Ontario, mentre lo è ancora in Québec.
Per i residenti in Ontario, è sufficiente fornire le coordinate relative all’arma. E’ comunque interesse del richiedente essere preciso nelle informazioni; infatti, se il numero di serie o le caratteristiche dell’arma non dovessero corrispondere a ciò che è stato dichiarato a suo tempo all’Ambasciata, il permesso di introduzione viene negato dalle Autorità italiane di frontiera e l’arma viene sequestrata.

5. L’importazione temporanea (90 gg.) NON dà il permesso di cacciare in Italia. L’apposita licenza deve essere ottenuta tramite la Prefettura.

N.B. L’importazione dell’arma in Italia è di carattere temporaneo con l’obbligo improrogabile quindi di esportazione allo scadere dei 90 gg.

Importazione definitiva:

Oltre alla documentazione di cui sopra, l’Ambasciata provvederà a richiedere l’autorizzazione all’introduzione dell’arma alla Questura della Provincia nella quale l’interessato intende stabilirsi.

2. La richiesta di autorizzazione alla Questura deve essere sottoscritta dall’interessato e la firma del medesimo deve essere autenticata da questa Ambasciata.




PATENTE DI GUIDA


Per guidare all'estero i cittadini italiani sono soggetti a regole differenti a seconda che si rechino, per periodi di breve soggiorno o per stabilirvi la propria residenza, in:

a) Paesi appartenenti all’Unione Europea;
b) Paesi extra UE firmatari di accordi di reciprocità con l’Italia in materia di conversione di patenti di guida;
c) Paesi extra UE non firmatari di accordi di reciprocità con l’Italia in materia di conversione di patenti di guida.

Per rinnovare la patente di categoria A o/e B, innanzi tutto bisogna essere iscritti all’A.I.R.E. dell’Ambasciata da almeno sei mesi, e bisogna rivolgersi al medico di fiducia dell’Ambasciata: Dr. Dr. Juan L. ESCUDERO 381, Kent St. Ottawa Tel. 613 234 2258 per il rilascio del certificato medico (link al certificato medico).
Successivamente si va in Ambasciata per il rinnovo.

Bisogna pagare il bollo da mettere sul certificato (art. NAA) e per il rinnovo (art. 66D).





a) PAESI APPARTENENTI ALL’UNIONE EUROPEA

Se vi recate per brevi periodi in uno stato membro della UE potete circolare utilizzando la patente di guida italiana in quanto, in base alla Direttiva comunitaria n. 91/439/CEE del 29 luglio 1991, gli Stati membri riconoscono le patenti di guida rilasciate dalle rispettive Autorità.

Se invece stabilite la vostra residenza in un Paese dell'UE avete tre possibilità:

convertire (attenzione: è una facoltà, non un obbligo) la patente di guida italiana in una equipollente del Paese di residenza;

conservare la propria patente facendola riconoscere dalle Autorità dello Stato in cui risiedete;

conservare la patente originaria senza fare alcunché.

In questo caso si potrebbero però verificare inconvenienti o ritardi in sede di rilascio del duplicato per smarrimento, furto o distruzione del documento, essendo necessario richiedere notizie allo Stato che ha inizialmente rilasciato la patente.

La conversione consiste nel rilascio di una nuova patente mentre con il riconoscimento viene emesso un tagliando di convalida da applicare sulla medesima patente. In entrambi i casi la patente deve essere in corso di validità.

E’ possibile rinnovare la propria patente italiana rivolgendosi esclusivamente alle Autorità locali (v. Circolare del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n. 30 del 21 maggio 1999).Per maggiori dettagli vi consigliamo di contattare l’Ufficio consolare competente.

b) PAESI NON APPARTENENTI ALL’UNIONE EUROPEA FIRMATARI DI ACCORDI DI RECIPROCITÀ CON L’ITALIA IN MATERIA DI CONVERSIONE DI PATENTI DI GUIDA.

Per circolare temporaneamente nei Paesi con i quali l'Italia ha firmato accordi di reciprocità occorre essere in possesso della patente internazionale (permesso internazionale di guida) accompagnata da quella italiana in corso di validità. La patente o permesso internazionale è un documento per guidare in tutti i Paesi europei ed in alcuni extra-europei. Viene rilasciata dagli Uffici della motorizzazione. Deve essere sempre accompagnata dalla patente italiana in corso di validità. Scopo della patente internazionale è quello di fornire alle Autorità straniere l'esatta interpretazione della patente di guida in possesso del titolare. Le Convenzioni internazionali attualmente in vigore (Ginevra 19.9.1949 – ratificata con legge n. 1049 del 19.05.1952 - e Vienna 8.11.1968, - ratificata con legge n. 308 del 05.07.1995) hanno introdotto due modelli di patente internazionale. In Italia è possibile ottenere sia l’uno che l’altro modello di patente.

Se stabilite la residenza
in un Paese straniero firmatario con l'Italia di un accordo di reciprocità in materia di patenti dovrete richiedere alle locali Autorità la conversione della vostra patente italiana in corso di validità. Per conversione della patente si intende il rilascio, senza l'obbligo del superamento di esami teorici e pratici, di una patente dello Stato di nuova residenza corrispondente a quella italiana. La maggior parte degli accordi bilaterali conclusi dall'Italia in materia di patenti prevede che le Autorità del Paese ospitante comunichino, una volta rilasciata la nuova patente, l'avvenuta conversione alle Autorità diplomatico-consolari italiane ovvero a quella in Italia designata dall'accordo stesso.

Una volta rilasciata la nuova patente, quella italiana viene revocata secondo quanto previsto dall’art. 130, comma c) del Codice della strada (D. Lgs. 285/1992).

Per brevi soggiorni in Italia (ad esempio per vacanze) è sufficiente munirsi della traduzione ufficiale della patente di guida da esibire a richiesta degli organi di sicurezza italiani. In caso di rientro definitivo, potrete guidare in Italia con la patente straniera fino ad un anno massimo dalla data di rientro, dopodiché occorrerà richiedere la sostituzione della patente estera ottenuta in sede di conversione. Sarà pertanto rilasciata una nuova patente italiana di categoria non superiore a quella originaria (art. 136, comma 5 del Codice della Strada).

NB. L’elenco aggiornato degli Stati con i quali l'Italia ha concluso accordi di reciprocità in materia di conversione di patenti di guida è visionabile tramite il link al sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Possono - infine - convertire la patente italiana le seguenti categorie di cittadini che si trasferiscono, per motivi di servizio, in uno dei seguenti Stati:

Canada: personale diplomatico e consolare;

Cile: personale diplomatico e loro familiari;

Stati Uniti: personale diplomatico e loro familiari;

Zambia: cittadini in missione governativa e familiari.

In caso di smarrimento o furto della patente italiana, i connazionali residenti in Paesi extra europei devono presentare la denuncia - oltre che alle locali Autorità - anche agli Organi di Polizia italiani (DPR 104 del 09.03.2000).

c) PAESI NON APPARTENENTI ALL’UNIONE EUROPEA E NON FIRMATARI DI ACCORDI DI RECIPROCITÀ CON L’ITALIA IN MATERIA DI CONVERSIONE DI PATENTI DI GUIDA.

In questi Paesi non è possibile né riconoscere né convertire la patente italiana di guida.

È pertanto opportuno prendere debito e tempestivo contatto con la Rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel luogo ove si desidera guidare, o con la Rappresentanza estera in Italia del Paese straniero, per conoscere quali siano i documenti necessari e la normativa vigente in materia.

Conferma di validità della patente di guida (rinnovo per scadenza) in Paesi extra UE.

Ai sensi della Circolare 107/97 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, i cittadini italiani residenti o dimoranti per un periodo di almeno 6 mesi in Paesi extra UE possono ottenere presso le competenti Autorità diplomatico-consolari italiane la conferma della validità della loro patente italiana purché di categoria A e B, scaduta da non più di tre anni e non rientrante nei casi previsti all’art. 119, commi 2-bis e 4 del Codice della Strada (patenti di conducenti affetti da diabete o la cui idoneità psicofisica deve essere certificata da apposite commissioni mediche). I cittadini italiani interessati dovranno effettuare la prevista visita medica per l'accertamento dei requisiti psichici e fisici, dopo di che la Rappresentanza diplomatico-consolare rilascerà apposita attestazione di rinnovo.

Il rinnovo effettuato presso una Rappresentanza diplomatica o consolare è valido per circolare sia in Italia che all’estero.


Una volta ristabilita la residenza in Italia
, il cittadino italiano dovrà confermare nuovamente la patente di guida presso l'Ufficio Centrale del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per il luogo di residenza.




OPPORTUNITA’ DI LAVORO IN CANADA

Per le procedure per la concessione dei permessi di lavoro in Canada occorre fare riferimento all'Ambasciata canadese a Roma; i link sono i seguenti:
www.canadainternational.gc.ca/italy-italie oppure

www.canada.it

Ulteriori informazioni potranno anche essere acquisite attraverso il sito del Ministero dell’Immigrazione canadese: www.cic.gc.ca

L’iter è abbastanza complesso in quanto, per poter assumere lavoratori dall'Europa, il datore di lavoro canadese deve inoltrare un’apposita domanda a “Immigration Canada”, che deve accertare che la figura professionale richiesta non è disponibile nel mercato del lavoro canadese.

Un’opportunità per fare esperienza è il Programma Italia-Canada di scambi giovanili “Vacanze-Lavoro” che consente a giovani tra i 18 ed i 35 anni compiuti, di entrambi i Paesi, di trascorrere fino ad un anno nell'altro Paese svolgendo anche un’attività temporanea di lavoro regolarmente retribuito. I link  sono:

www.ambottawa.esteri.it/ambasciata_ottawa

www.international.gc.ca/canada-europa/italy/working_holiday_program-it.asp

Pagine istituzionali

Human Resources and Skills Development (organo federale responsabile per il mercato del lavoro in Canada)

Ministry of Training, Colleges and Universities (Ontario): Labour Market Information

Service Canada: Labour Market Information

Working in Canada

Per quel che riguarda le ditte italiane in Canada:

www.ice.it/paesi/america/canada/upload/135/presenza.pdf

www.rapportipaesecongiunti.it/rapporto-congiunto-presenza-italiana.php?idrapporto=100




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