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Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 - Voto degli italiani all’estero

Date:

11/10/2016


Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016 - Voto degli italiani all’estero

In vista del voto per il Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 sono 195 (centonovantacinque) le Ambasciate e i Consolati che – coordinati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – stanno curando la stampa e predisposizione di oltre 4 milioni di plichi contenenti il materiale elettorale secondo quanto previsto dalla L. 459/2001 sull’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all’estero.

I plichi elettorali saranno inviati per posta ai 4.023.902 aventi diritto al voto (art. 12 c. 3 L. 459/2001) entro il 16 novembre. Chi, avendone diritto, non risultasse per qualsiasi motivo inserito negli elenchi elettorali, potrà essere ammesso al voto, previa richiesta all’Ufficio consolare di riferimento (art. 16 c.1 e art. 17 c. 1 DPR 104/2003). Anche a questo fine, le sezioni consolari delle Ambasciate e i Consolati saranno aperti nel fine settimana del 25-27 novembre, precedente il 1° dicembre, termine ultimo (ore 16:00 locali) entro il quale le schede votate dovranno pervenire agli Uffici consolari di riferimento (art. 12 c. 7 L. 459/2001).

Tra gli aventi diritto figurano 31.462 elettori “temporanei”, ossia quei cittadini residenti in Italia che per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trovano in un Paese estero, per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione referendaria (art. 4-bis c.1 L. 459/2001) e che hanno optato (segnalando al proprio Comune tale volontà entro il 2 novembre) di votare all’estero (art 4-bis c.2 L. 459/2001 e circolare Min. Interno n. 40 del 28 settembre 2016).

Sono infine 1.346 gli elettori residenti all’estero e iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) che hanno optato (segnalandolo al proprio Comune di riferimento entro l’8 ottobre) di votare in Italia (Art. 4 c. 2 L. 459/2001).

Nelle ultime consultazioni, il Referendum abrogativo del 17 aprile 2016 (cosiddetto “Referendum trivelle”) e le elezioni politiche del 2013, hanno votato all’estero rispettivamente il 19,82 % e il 32,11% degli aventi diritto.


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